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Hai mai sentito parlare di Uvam? Di cosa si tratta? Per quale motivo è così importante per le utenze domestiche e perché le UVAM rappresentano il futuro della rete elettrica nazionale?

A queste ed altre domande, risponde Alfredo Di Caro, Amministratore Delegato di EPQ.

EPQ è un Balancing Service Provider, tra i principali operatori in Italia nell’offerta di servizi in ambito flessibilità ed energy management nel mercato elettrico.

Che cosa sono le UVAM?

Unità Virtuali Abilitate Miste.

«Nell’ambito dei recenti progetti pilota proposti dal gestore della rete elettrica pubblica (Terna) per favorire l’apertura del Mercato dei Servizi di Dispacciamento (MSD), UVAM è un acronimo che indica le “Unità Virtuali Abilitate Miste”, caratterizzate dalla presenza sia di unità di produzione non rilevanti (siano esse programmabili o non programmabili), inclusi i sistemi di accumulo (e le stazioni di ricarica per i veicoli elettrici), sia di unità di consumo, abilitate appunto a partecipare al  MSD.

Nel nuovo contesto quindi anche le risorse distribuite (ad esempio stabilimenti produttivi industriali, unità di produzione alimentate da fonti rinnovabili, i sistemi di accumulo, autovetture elettriche, eccetera) possono quindi offrire il loro contributo per garantire l’adeguatezza e la sicurezza di un sistema elettrico sempre più articolato e complesso.

La partecipazione avviene per il tramite di un soggetto Aggregatore titolare dell’UVAM- il Balancing Service Provider (BSP) - che valorizza e rende disponibili, per perimetri geografici definiti da Terna, le risorse flessibili ai fini della prestazione del servizio a Terna.

Terna remunera il servizio di bilanciamento con due corrispettivi: uno fisso per la disponibilità della risorsa e uno variabile in caso di erogazione del servizio».

 

Da dove nasce l’esigenza delle UVAM?

«L’esigenza primaria che ha favorito l’accesso delle UVAM al MSD è stata quella di garantire una maggiore adeguatezza e sicurezza dell’approvvigionamento elettrico del nostro Paese, messo in crisi principalmente dall’incremento nell’utilizzo delle fonti di energia rinnovabile non programmabili (fotovoltaico ed eolico) a scapito degli impianti di generazione tradizionali.

Una delle caratteristiche peculiari del sistema elettrico riguarda la necessità di garantire in ogni istante che l’energia richiesta dai consumatori sia sempre bilanciata dall’energia prodotta dalle centrali elettriche. Se questo equilibrio non è garantito, si verificano variazioni di frequenza e di tensione che possono causare instabilità di rete e black-out elettrici.

Normalmente, tuttavia, sia domanda di energia che la produzione e le capacità di trasmissione della rete possono variare all’improvviso, non solo a causa di guasti o imprevisti, ma anche, soprattutto negli ultimi tempi, per il contributo imprevedibile delle fonti rinnovabili.

Terna garantisce l’equilibrio del sistema attraverso un sistema di controllo altamente tecnologico, utilizzando un apposito mercato dove acquista i “servizi” necessari per assicurare costantemente la continuità e la sicurezza della fornitura di energia elettrica. Fino ad oggi i principali fornitori di questi servizi di flessibilità sono stati le grandi centrali elettriche a combustibili fossili, ossia grandi impianti di generazione di tipo programmabile (termoelettrici e idroelettrici superiori a 10 MW). Questi impianti hanno il vantaggio di poter essere modulati in potenza in modo programmato e certo e di avere a disposizione grandi potenze utilizzando un piccolo numero di impianti.

Nel contesto di mercato che si sta delineando, sempre più ampio e complesso, e in cui la progressiva decarbonizzazione del parco di produzione è ormai avviata e le fonti di produzione di energia rinnovabile non programmabili sempre più diffuse, i “servizi di dispacciamento” necessari per assicurare costantemente la continuità e la sicurezza della fornitura di energia elettrica al sistema non verranno più forniti esclusivamente dai gruppi termoelettrici tradizionali.

Il mercato dei servizi verrà infatti aperto a nuove risorse distribuite: la domanda (esempio, stabilimenti produttivi), la generazione da impianti a fonti rinnovabili non programmabili, impianti di generazione programmabili di tipo non rilevante (<10 MVA) e accumuli, compresi i veicoli elettrici».

 

Perché saranno importanti per il mercato elettrico?

«Oltre alle ragioni appena espresse, che riguardano la necessità tecnica di bilanciamento della rete elettrica, ARERA ha addotto altre motivazioni alla base del progetto pilota UVAM:

  • Diversificare la tipologia di risorse abilitabili al mercato dei servizi di dispacciamento in coerenza con il principio di neutralità tecnologica. Ciò significa non limitare l’appannaggio di questi servizi solamente a determinate tecnologie di produzione energetica.
  • Sterilizzare possibili distorsioni rispetto ai mercati dell’energia, della capacità e dei servizi, e cioè garantire l’accesso a tali mercati ad una pluralità di soggetti e quindi una maggiore concorrenza al minor costo per l’utente finale».

 

Cosa cambierà per le utenze domestiche?

«Le UVAM consentiranno finalmente anche ai singoli punti di consumo, di piccola produzione e di accumulo elettrico di partecipare al mercato elettrico.

Ciò ha due principali risvolti per le utenze domestiche: il primo è di tipo economico, perché i servizi di bilanciamento alla rete sono retribuiti da Terna e ciò significa che chi possiede un impianto fotovoltaico con un sistema di accumulo adeguatamente predisposto ed aggregato in una UVAM potrà ottenere una remunerazione economica per i servizi di rete che fornisce.

Il secondo è di tipo, per così dire, “sociale”, perché rende il Prosumer sempre più partecipe del mercato elettrico e sempre più consapevole che può svolgere un ruolo attivo anche su meccanismi tradizionalmente al di fuori del suo controllo.

Per ciascuno di noi l’atto di accendere la luce è qualcosa di naturale e nessuno si domanda mai da dove e come ci arriva questa luce. Con gli impianti fotovoltaici sul tetto di casa il consumatore si è trasformato anche in produttore di energia (Prosumer) e questo è stato il primo passo che lo ha reso protagonista di un sistema che, fino ad allora, l’aveva visto solamente come un utente passivo e “inconsapevole”.

Con la partecipazione ai servizi di rete egli compirà un ulteriore passo verso una maggiore consapevolezza sul suo ruolo all’interno del sistema energetico e sull’impatto che esso ha sull’ambiente ed il mondo che lo circonda».

 

A che punto siamo in Italia con il progetto UVAM?

«In Italia l’apertura del MSD alle unità di produzione anche da fonti rinnovabili precedentemente non abilitate e ai sistemi di accumulo è partita a maggio del 2017, con la Delibera 300/2017/R/EEL di ARERA (Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente), che ha istituito i primi progetti pilota in vista della costituzione del testo integrato dispacciamento elettrico (TIDE) coerente con il Balancing Code Europeo.

I risultati dei progetti pilota sono molto incoraggianti. L’abilitazione e utilizzo da parte dei gestori della rete elettrica (TSO) di risorse flessibilità per soddisfare i propri fabbisogni di servizi assumerà progressivamente un ruolo strutturale su scala globale.

In Italia, Terna intende estendere in tempi brevi la portata della sperimentazione integrando pienamente le nuove risorse nel mercato dei servizi di dispacciamento.

Un primo passo è stato fatto con la proposta di modifica al progetto pilota UVAM al fine di estendere la partecipazione alle unità di produzione e consumo con potenza non superiore a 55 kW, non dotati di misuratori orari.

Entro il 1° semestre 2020 è inoltre attesa la consultazione per l’accesso di UVAM e fast reserve alla regolazione secondaria di frequenza, servizio ad oggi riservato alle unità termoelettriche e idroelettriche a bacino».

 

È chiaro quindi che, grazie a questo progetto, non saranno più solo le grandi centrali elettriche o le grandi aziende energivore a poter erogare servizi di stabilizzazione della rete. Anche le famiglie fornite di impianti di accumulo fotovoltaici tecnologicamente adeguati potranno fornire tali servizi in cambio di remunerazione economica.

Ovviamente il sistema di accumulo deve essere predisposto: da qui l’importanza di sceglierne uno atto a fornire tale servizio. Ecco perché è importante conoscere le tecnologie e perché abbiamo parlato in modo specifico delle differenze tra sistemi di accumulo e batterie fotovoltaiche: scoprile qui.

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SCRITTO DA

Valentina De Carlo

Valentina De Carlo

Laureata in Relazioni Pubbliche, ha lavorato per oltre 15 anni nell’ambito marketing e comunicazione sia in azienda che in agenzia. La passione per le energie rinnovabili l’ha portata a rivestire il ruolo di Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne per Conergy Italia Spa. Dopo una parentesi da imprenditrice, con SENEC è tornata con entusiasmo nel settore del fotovoltaico. E' prossima alla seconda laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche, grazie alla quale ha potuto approfondire un'altra sua passione: la psicologia.

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