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Quando si parla di impianti fotovoltaici, è bene sapere che, alla base della loro efficienza e del loro funzionamento ottimale, c’è l’inverter. Al giorno d'oggi, accanto all’inverter tradizionale, sempre più spesso si sente parlare di inverter “ibrido”: scopriamo di cosa si tratta e le differenze tra le due tipologie di inverter.

Il termine "ibrido" già di per sé sta ad indicare che si tratta di un sistema che assolve a due funzioni oppure ha due tecnologie di funzionamento diverse. Basti pensare ad esempio all'automobile ibrida, che all'alimentazione a benzina affianca quella elettrica.

Vediamo ora più nel dettaglio le differenze tra i due inverter.

 

Inverter tradizionale

I pannelli fotovoltaici producono corrente continua, ma, dal momento che l'impianto elettrico di casa utilizza corrente alternata, l’inverter serve per trasformarla da continua in alternata. È importante che questa operazione sia svolta con la massima resa ed è per questo che il valore di efficienza dell'inverter è uno dei principali parametri che vanno valutati nella scelta.

Oltre a questa funzione di base, l'inverter deve garantire che l'impianto fotovoltaico funzioni al massimo delle prestazioni. Per questo, si avvalgono del sistema MMPT (Maximum Power Point Tracker), che consente di ricavare dai pannelli sempre la massima potenza producibile in determinate condizioni. I più moderni inverter dispongono di 2 MPPT in modo da ottimizzare la potenza anche nel caso in cui le stringhe di moduli fotovoltaici siano posizionate su falde del tetto con diversi orientamenti geografici. 

Gli inverter più completi inoltre assicurano che l'impianto funzioni sempre in modo corretto. A questo fine, sono dotati di un sistema di monitoraggio capace di controllare la normale operatività dell'impianto e segnalare eventuali anomalie.

Con l'impianto di monitoraggio, il proprietario dell'impianto può inoltre conoscere, comodamente da remoto via app o web, le performance del suo impianto, come la produzione energetica. 

Inverter ibrido

L’inverter ibrido è invece un inverter “evoluto”, che non si limita cioè a trasformare la corrente da continua ad alternata, ma gestisce e coordina, tramite un apposito software, anche il flusso di energia tra impianto, utenze elettri, rete e, se presente, batteria di accumulo. L'inverter ibrido può governare la gestione dei flussi verso la batteria anche quando essa venga aggiunta all'impianto in un secondo momento.

Nella quotidianità, l’inverter stabilisce se vi sono elettrodomestici che richiedono energia nell’immediato, oppure se è il momento di accumularla nelle batterie o, infine, se vada ceduta in rete. In questo modo sarà massimizzato l'utilizzo dell'energia solare per i propri consumi e per ricaricare la batteria e sarà ridotto al minimo il prelievo di elettricità dalla rete per un’ottimizzazione dei costi in bolletta.

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Accumulo ibrido

Un vantaggio dell’inverter ibrido è che può essere installato su un impianto fotovoltaico anche senza batteria di accumulo, per predisporlo all’aggiunta della batteria in un altro momento.

Se invece già mediti di installare un impianto fotovoltaico con accumulo, in modo da ridurre al minimo lo spreco dell'energia solare che produci, in commercio esistono anche i sistemi di accumulo ibrido, che combinano cioè le funzioni di accumulo energetico con quelle di inverter fotovoltaico. A tutto vantaggio dell'efficienza, dei costi del prodotto e dell'installazione e della compattezza del sistema.

 

Quando è vantaggioso scegliere un inverter fotovoltaico ibrido?

Sempre!

Il grande vantaggio dell’inverter ibrido o dell'accumulo ibrido si può riassumere in una parola: “autoconsumo”. Con queste soluzioni ibride, correttamente dimensionate in base al fabbisogno elettrico, l’autoconsumo dell'energia gratuita auto-prodotta è massimo. E questo si traduce nel taglio drastico delle bollette elettriche, fino persino ad azzerarle in certi casi.

A questo punto, se sei in procinto di installare o sostituire un inverter fotovoltaico, è preferibile scegliere un inverter ibrido così da predisporre il tuo impianto all’aggiunta di un sistema di accumulo. Guardando avanti, la soluzione migliore è quella di non aspettare ulteriormente e puntare fin da subito al massimo risparmio, installando direttamente un sistema di accumulo. È una decisione avveduta e lungimirante, perché non si limita ad essere vantaggiosa in termini economici, con una netta riduzione della spesa in bolletta, ma contribuisce concretamente al bene dell’ambiente con un notevole calo di emissioni nocive nell’atmosfera.

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SCRITTO DA

Valentina De Carlo

Valentina De Carlo

Laureata in Relazioni Pubbliche, ha lavorato per oltre 15 anni nell’ambito marketing e comunicazione sia in azienda che in agenzia. La passione per le energie rinnovabili l’ha portata a rivestire il ruolo di Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne per Conergy Italia Spa. Dopo una parentesi da imprenditrice, con SENEC è tornata con entusiasmo nel settore del fotovoltaico. E' prossima alla seconda laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche, grazie alla quale ha potuto approfondire un'altra sua passione: la psicologia.


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