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Sempre più famiglie installano un impianto fotovoltaico per coprire il proprio fabbisogno energetico. 
In realtà, solo una piccola parte dell'energia prodotta con il fotovoltaico viene direttamente utilizzata per i propri consumi energetici. Il GSE stima infatti che solo il 30% dell'energia auto-generata viene impiegata in casa.

C'è infatti uno sfasamento temporale tra produzione e consumo che impedisce di sfruttare appieno l'energia prodotta con il fotovoltaico: un sistema solare permette di catturare l’energia durante le ore diurne e soleggiate, mentre in casa i consumi più elevati normalmente si registrano nelle ore del tardo pomeriggio e serali, quando si rientra dal lavoro o dalle attività giornaliere e si accendono gli elettrodomestici.

Ecco perché le famiglie sono costrette ad immettere in rete la maggior parte dell'energia solare che producono per poi riacquistarla quando ne hanno bisogno.

Per incentivare ugualmente la produzione "green" da fotovoltaico, è attivo il meccanismo dello scambio sul posto, che prevede una ricompensa per l'energia non auto-consumata ed immessa in rete.

Oggi tuttavia c'è un modo ancor più conveniente di sfruttare l'energia prodotta da fotovoltaico e non consumata: aggiungere un sistema di accumulo al tuo impianto solare.

In questo articolo ti spiego il perché.

 

Fotovoltaico e scambio sul posto

Lo scambio sul posto è una sorta di compensazione economica tra quanto produci con l'impianto fotovoltaico e quanto consumi. Attraverso questo meccanismo, il GSE eroga un contributo all'utente che è anche “produttore di energia elettrica” ed immette in rete il surplus di energia fotovoltaica prodotta e non consumata.

Se, da un lato, tale contributo è sicuramente un'agevolazione alla produzione fotovoltaica, dall'altro presenta anche degli svantaggi. 

Innanzitutto la somma percepita per kilowattora di energia immessa in rete è di molto inferiore all'importo che un proprietario di un impianto fotovoltaico deve pagare per riacquistare dalla rete l'energia di cui ha bisogno. Il contributo in conto scambio è variabile a seconda di diversi parametri, ma si parla di una media di 13 centesimi per kWh contro i circa 25 centesimi che sborsiamo in bolletta. Il rimborso infatti tiene conto del valore dell'energia e non di altre voci di spesa, come ad esempio gli oneri di trasporto. Ciò, a tutti gli effetti, equivale a "sprecare" l'energia che si produce.

In secondo luogo, affinché tu possa usufruire del meccanismo del fotovoltaico scambio sul posto, devi pagare al GSE una quota di copertura delle spese sostenute dall’ente, che si compone di un fisso annuale più una cifra variabile a seconda della potenza del tuo impianto e dei kW che hai immesso in rete.

Inoltre, c'è da considerare il fatto che lo scambio sul posto è un incentivo che viene stabilito di anno in anno e quindi potrebbe non essere confermato per gli anni a venire, nonché il fatto che il contributo può subire variazioni verso il basso (tra il 2014 e il 2017, ad esempio, la componente più significativa del compenso - il Contributo Unitario - è diminuita di circa il 50%). Questo impedisce di formulare un piano rientro sull'investimento certo per il proprio impianto fotovoltaico.

Infine, il rimborso non è istantaneo, ma si compone di un acconto semestrale e un conguaglio annuale.

 

Accumulo fotovoltaico

Perché dunque immettere in rete l'energia quando posso aumentare la mia quota di autoconsumo?

Chi installa un impianto fotovoltaico lo fa solitamente perché questo genera un vantaggio sia economico che ambientale. Tuttavia, come abbiamo visto, l’impianto fotovoltaico, senza batteria di accumulo, non permette di sfruttare al massimo l’energia auto-prodotta.

Se decidi di investire nel fotovoltaico, dovresti farlo con un obiettivo principale: diventare quanto più possibile autosufficiente energeticamente. Ecco perché la batteria d'accumulo è il giusto complemento al tuo impianto fotovoltaico. 

Guarda anche questo approfondimento completo sull'accumulo fotovoltaico.

L’accumulo fotovoltaico ti permette di immagazzinare quell’energia che fino a questo momento stai sprecando o “scambiando” con la rete e utilizzarla quando ti serve di più: nelle ore serali e notturne, quando rientri dal lavoro e i tuoi figli rientrano da scuola e dalle attività pomeridiane. 

Con uno storage dimensionato correttamente aumenti il valore del tuo impianto fotovoltaico e la tua indipendenza energetica, riducendo al minimo i prelievi di energia dalla rete elettrica e, in alcuni casi, arrivando anche ad azzerare le bollette. 

L'accumulo ti  mette a disposizione energia pulita e gratuita non solo di sera, ma anche nei giorni nuvolosi e nebbiosi, quando l'impianto fotovoltaico produce poca elettricità.

Vuoi farti un’idea dell’investimento che serve per avere un buon sistema di storage? Abbiamo creato un configuratore che te lo dice in un minuto. Provalo subito.

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SCRITTO DA

Valentina De Carlo

Valentina De Carlo

Laureata in Relazioni Pubbliche, ha lavorato per oltre 15 anni nell’ambito marketing e comunicazione sia in azienda che in agenzia. La passione per le energie rinnovabili l’ha portata a rivestire il ruolo di Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne per Conergy Italia Spa. Dopo una parentesi da imprenditrice, con SENEC è tornata con entusiasmo nel settore del fotovoltaico. E' prossima alla seconda laurea in Scienze e Tecniche Psicologiche, grazie alla quale ha potuto approfondire un'altra sua passione: la psicologia.

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