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Si sente sempre più parlare di e-mobility, mobilità elettrica, e ci chiediamo se davvero cambierà le nostre vite e le nostre case. È vero tutto ciò che sentiamo dire a proposito delle auto elettriche? Quello della mobilità elettrica è un settore che presenta un grandissimo potenziale di sviluppo, che già dai prossimi due/tre anni potrà rivoluzionare completamente come ci spostiamo quotidianamente. Questo articolo nasce dall’esigenza di dare qualche informazione rilevante sull'argomento e sfatare anche qualche "mito".

Abbiamo parlato di rivoluzione non a caso, in quanto la mobilità elettrica modificherà radicalmente non solo i veicoli con i quali ci spostiamo, ma anche le nostre case ed il nostro modo di pensare l'energia.
Partiamo quindi dal principio: che cos’è la e-mobility?

 

Definizione e-mobility

Con e-mobility (electric mobility) ci riferiamo a quei mezzi di trasporto, e tutte le infrastrutture collegate, che utilizzano l’energia elettrica quale fonte primaria per generare l’energia meccanica necessaria alla movimentazione. L’utilizzo di energia elettrica come combustibile primario è possibile grazie alla presenza di apposite batterie che immagazzinano l'energia stessa. Sono incluse, in questa definizione, non solo le auto elettriche, ma anche i veicoli a due ruote, come le biciclette elettriche o i monopattini elettrici, mezzi che stanno diventando sempre più comuni nelle nostre case e nelle nostre strade.

 

Statistiche e dati

Il settore della e-mobility sta conquistando spazi di mercato e di utilizzo sempre più ampi e ciò è principalmente dovuto a tre motivi: la sostenibilità ambientale, la riduzione dei costi di rifornimento e una grande capacità di innovazione. I Paesi che utilizzano maggiormente la mobilità elettrica sono la Norvegia, l’Islanda e la Svezia; Bloomberg, nell’annuale rapporto "Electric Vehicle Outlook 2019", ha previsto per il 2025 il “superamento dei 10 milioni di veicoli elettrici venduti in tutto il mondo, per arrivare a 28 milioni nel 2030 e 56 milioni nel 2040, quando le auto elettriche rappresenteranno il 57% delle vendite e toccheranno il tetto del 30% della flotta globale”.

 

E-mobility in Italia

Qual è la situazione italiana? Nei primi 9 mesi del 2020 le immatricolazioni di auto elettriche sono state 30.000, registrando un + 155% rispetto all’anno precedente. Certo, se confrontati con i 2,3 milioni di auto elettriche immatricolate nel 2019 nel mondo, sono numeri ancora modesti, ma che lasciano intravedere un futuro roseo per lo sviluppo del settore anche in Italia e devono tenere conto della situazione economica colpita dalla pandemia (Analisi dell’Osservatorio Smart Mobility dell’E&S Group).

A favorire la crescita del mercato stanno contribuendo gli incentivi previsti dal governo con il Decreto Rilancio, oltre all’incremento dei modelli di auto elettriche disponibili e l’aumento delle infrastrutture di ricarica, sia pubbliche che private.

 

Vantaggi

Utilizzare auto alimentate con energia elettrica azzera le emissioni di gas dannosi per l'ambiente, con un notevole beneficio per l'ambiente e la nostra salute. Inoltre, se l'auto elettrica viene interamente alimentata con energia proveniente da fonti rinnovabili, questi benefici si raddoppiano. 

Non bisogna, poi, sottovalutare i vantaggi economici che si uniscono a quelli ambientali. Fare un pieno di energia elettrica costa infatti decisamente meno che un pieno di benzina (leggi qui)! Inoltre l’auto elettrica ha costi di gestione ridotti rispetto a quella tradizionale.

Certo, mi dirai, questi vantaggi economici vanno controbilanciati con il costo iniziale di un'auto elettrica, che al momento non è trascurabile! Oltre al fatto che si stanno affacciando sul mercato dei modelli sempre più alla portata di tutti, non dimenticare che sono previste agevolazioni incentivanti sia per l’acquisto di un veicolo elettrico che per l’installazione di wallbox in casa (le colonnine di ricarica elettrica).

A questo proposito, non possiamo non citare un altro fattore che sta rallentando lo sviluppo della mobilità elettrica: la scarsità di punti di ricarica sul territorio italiano e la paura di rimanere a secco durante i propri viaggi. Per questo, ti rimando al primo punto del paragrafo successivo.

 

Veri e falsi miti sull’e-mobility: 

Visto che la mobilità elettrica è un tema di grande attualità e riguarda tutti i cittadini, è importante affrontarlo con consapevolezza ma anche con conoscenze esatte: si tratta di conoscere in modo più approfondito l'argomento.

1. “La durata della batteria non è sufficiente per i miei viaggi”

Falso.

Le batterie delle auto elettriche garantiscono un’autonomia che va dai 300 ai 500 km. Secondo uno studio di Unipol Sai Assicurazioni del 2018, un italiano in media percorre 41 chilometri al giorno in auto. Quindi le batterie di un'auto elettrica sono più che sufficienti per gli spostamenti medi degli italiani!

Inoltre, le infrastrutture di ricarica sono in continuo aumento sul territorio italiano: in soli 6 mesi, da settembre 2019 a febbraio 2020, il loro numero è incrementato del 33%, raggiungendo 13.721 i punti di ricarica pubblica presenti in Italia, distribuiti in 7.203 stazioni.

 

2. “La mobilità elettrica non è così “amica dell’ambiente” come si vorrebbe far pensare”

Falso.

Partiamo innanzitutto dalla premessa che non ci sono tecnologie a “impatto zero” sull’ambiente. Ci sono però tecnologie sostenibili, che permettono di ridurre notevolmente questo impatto. La mobilità elettrica è un tassello imprescindibile per raggiungere gli obiettivi di sostenibilità stabiliti a livello europeo e italiano, perché riduce le emissioni inquinanti.

Sappiamo già quanto queste ultime siano pericolose per l’uomo: secondo l’Agenzia Europea per l’Ambiente (EEA), nel 2015 in Italia ci sono stati circa 90mila decessi per patologie correlate all’inquinamento ambientale.

Infine, un veicolo elettrico è molto più silenzioso rispetto a uno tradizionale (al punto che in certi casi è necessario “dotare” il motore della macchina di un rumore per ragioni di sicurezza), riducendo così anche l’inquinamento acustico.

 

3. “L’energia elettrica da fonti rinnovabili prodotta in Italia non sarebbe sufficiente ad alimentare le auto elettriche”

Falso.

Sai con quale percentuale di produzione elettrica da fotovoltaico si potrebbe alimentare l’attuale parco di auto elettriche italiane? L’1 per mille. Questo dato dimostra ampiamente che, anche se l’utilizzo dell’auto elettrica aumentasse di 10 volte, saremmo comunque perfettamente in grado di sostenere l’evoluzione. E stiamo parlando solo dell’energia prodotta con il sole.

Senza contare, poi, che il passaggio all’auto elettrica inoltre non avverrà tutto insieme, ma sarà progressivo, cosa che consentirebbe di dimensionare la produzione fotovoltaica per soddisfare il fabbisogno crescente.

 

4. “L’auto elettrica consuma molta energia”

Falso.

In realtà, l’auto elettrica consuma molto meno energia dell’auto tradizionale, perché è più efficiente: soltanto il 15 per cento dell’energia contenuta nella benzina o nel gasolio viene convertita in energia di movimento, tutto il resto è calore che deve essere dissipato dal radiatore, che infatti nell’auto elettrica non c’è. L’efficienza del motore elettrico è elevatissima, superiore all’80%.

 

5. “L’auto elettrica non è sicura perché prende fuoco”

Falso.

Questo è un falso mito alimentato da alcune notizie uscite su un modello di Tesla che ha preso fuoco. Dal 2010 al 2018, la Tesla ha venduto 534.000 veicoli, di cui solo 13 hanno preso fuoco, mentre, ad esempio, in Germania i casi di macchine a combustione interna che prendono fuoco sono, all’anno, quasi 40.000. Il rischio che un motore prenda fuoco è di gran lunga superiore nei veicoli a combustione, rispetto a quelli elettrici: secondo una statistica della National Fire Protection Association (USA) una macchina a combustione interna ha 5 volte più probabilità di prendere fuoco rispetto a una macchina elettrica.

 

6. “Il tema della mobilità elettrica impatta anche le abitazioni”

Vero.

La casa del futuro dovrà tenere conto della presenza di almeno un’auto elettrica, che, a tutti gli effetti, è un’utenza elettrica aggiuntiva, proprio come, ad esempio, un condizionatore.

Ciò significa non solo che sarà necessaria una stazione di ricarica elettrica in casa, ma anche che i consumi di energia elettrica saranno più alti.

Questo ci porta direttamente ad affrontare due argomenti strettamente correlati al discorso sulla e-mobility: infrastrutture di ricarica domestiche e ottimizzazione dell’energia con un sistema di accumulo fotovoltaico.

 

Ci sono altri miti da sfatare? Li abbiamo affrontati tutti in questa puntata di EnergicaMente Sostenibile con Walter Klinkon, mago-motivatore, e Vito Zongoli esperto di rinnovabili.

Infrastrutture di ricarica

Dal momento che le auto elettriche, ma anche le biciclette e i monopattini elettrici, diverranno a tutti gli effetti utenze elettriche in aggiunta agli elettrodomestici classici, dovremo pensare a come alimentarle. La soluzione è quella di installare delle stazioni di ricarica elettrica domestica, le cosiddette wallbox. In questi articoli viene spiegato perché occorre affidare la ricarica a una wallbox e non alle normali prese di corrente di cui dispone la nostra casa e tutto quello che c’è da sapere sull’ installazione di questi dispositivi:

 

Ottimizzazione dell’energia con impianto fotovoltaico e accumulo – benefici

Dire che in futuro le auto saranno elettriche equivale anche a dire che i consumi di energia elettrica aumenteranno. Ecco quindi che produrre in modo autonomo la propria energia con un impianto fotovoltaico, e massimizzare l’autoconsumo con l’accumulo, diventa fondamentale. Quest’ultimo non si limita ad elevare la quota di autoconsumo, ma consente, almeno i sistemi più avanzati, di interfacciarsi con i veicoli elettrici e gestire al meglio la loro ricarica. E non finisce qui: i sistemi di accumulo più all’avanguardia permettono la comunicazione con i sistemi di domotica e hanno anche un sistema di “back-up” che garantisce un’alimentazione in caso di black-out elettrico. Insomma, possono essere definiti a tutti gli effetti il cuore della casa del futuro.

Quindi, il consiglio è di adeguare la tua casa al domani “elettrico” che si prospetta, sfruttando le detrazioni fiscali del momento, così vantaggiose da consentire, rispettando determinati parametri, anche di avere tutto a costo zero: parliamo del Superbonus 110% .

Le parole del fisico nucleare e ricercatore del CNR, Valerio Rossi Albertini, riassumono bene le conclusioni a cui bisogna arrivare quando si parla di e-mobility: “L’auto elettrica non è un vezzo, non è una moda. È l’ultimo anello della catena dell’igiene energetica: produzione pulita di energia, utilizzo dell’energia pulita per la mobilità. È la medicina per proteggerci dall’inquinamento e dalle conseguenze dell’effetto serra”.

E, aggiungiamo, mai come adesso il momento è stato tanto favorevole e vantaggioso per pensare di averne una nel tuo garage.

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SCRITTO DA

Valentina De Carlo

Valentina De Carlo

Laureata in Relazioni Pubbliche e in Scienze e Tecniche Psicologiche, ha lavorato per oltre 15 anni nell’ambito marketing e comunicazione sia in azienda che in agenzia. La passione per le energie rinnovabili e la sensibilità per le tematiche di sostenibilità l’hanno portata a rivestire, dal 2007 a 2011, il ruolo di Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne per Conergy Italia Spa, tra le aziende leader nel fotovoltaico nell'era del Conto Energia. Dopo una parentesi da imprenditrice, con SENEC è tornata con entusiasmo nel settore dell'energia solare.

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