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Grazie alle opportunità introdotte dal Decreto Rilancio, è oggi possibile acquistare un impianto fotovoltaico con accumulo usufruendo del Superbonus 110%. Questa maxi-detrazione fiscale, del 110%  in 5 anni, può essere utilizzata direttamente dal contribuente oppure trasferita a terzi tramite altri meccanismi, cioè lo sconto in fattura e la cessione del credito fotovoltaico. Cerchiamo di capire la differenza tra le modalità.

Da quando si è iniziato a parlare di Superbonus al 110% la domanda che tutti ci siamo fatti è stata: “Ma sul serio posso ristrutturare ed efficientare la mia abitazione gratuitamente?”. La risposta a questa domanda è positiva se vengono rispettate determinate condizioni. In questo articolo cerchiamo di spiegare come e per farlo ci serviremo anche dei chiarimenti che l’Agenzia delle Entrate ha dato in merito agli strumenti fiscali concessi dal governo.

Superbonus 110%: tre modi per ottenerlo

Il Superbonus 110% è una detrazione fiscale del 110% in 5 anni che spetta nel caso di realizzazione di particolari interventi di efficientamento energetico di un edificio (condominio, casa unifamiliare o unità indipendenti di abitazioni plurifamiliari). 110 percento significa che il contribuente può detrarre dalle tasse non solo l'intero importo pagato per questi interventi (entro determinati massimali di spesa), ma addirittura il 10% in più: ciò significa che, se spendo 100.000€, la detrazione che mi viene riconosciuta è di 110.000€.

Gli impianti fotovoltaici con sistema d'accumulo possono accedere al Superbonus 110% se realizzati nell'ambito di un progetto più ampio di riqualificazione energetica dell'edificio, che preveda almeno uno delle opere cosiddette trainanti (isolamento termico delle superfici disperdenti, sostituzione degli impianti di climatizzazione con sistemi efficienti o intervento antisismico) e che permetta di migliorare l'abitazione di due classi energetiche o di raggiungere la classe energetica più alta possibile. 

Link di approfondimento: 

Quali sono i limiti di spesa per fotovoltaico e accumulo?

Il dubbio degli acquirenti in questo ambito riguarda la cumulabilità tra i tetti di spesa previsti dal Decreto Rilancio per l'impianto fotovoltaico (48.000€) e il sistema di accumulo (48.000€).

Come ha chiarito l'Agenzia delle Entrate con la Risoluzione N.60/E del 28 settembre 2020, i due tetti possono essere sommati: "La spesa massima ammissibile sull'impianto fotovoltaico si somma in egual misura con quella del sistema di accumulo. Questo significa che nel caso di installazione di fotovoltaico e con contestuale o successiva installazione dell'accumulo si arriva a un limite di 96 mila euro".

Considera che il prezzo di un impianto domestico rientra ampiamente in questi margini.

 

1. Utilizzo diretto della detrazione

La prima opzione a disposizione del contribuente è l'utilizzo diretto della detrazione 110%.

In questo caso, il contribuente paga al fornitore gli interventi di efficientamento (incluso il fotovoltaico con accumulo) e, tramite dichiarazione dei redditi, detrae dalle proprie imposte sul reddito (IRPEF) il 110% della somma pagata in 5 quote annuali di pari importo.

In questo modo, in 5 anni è possibile rientrare non solo dell'intera somma spesa, ma addirittura del 10% in più!

Nota bene: per usufruire della detrazione è necessario pagare le spese con i cosiddetti bonifici bancari "parlanti", che riportino cioè i riferimenti legislativi che danno diritto alla detrazione fiscale in questione.

E se non voglio aspettare 5 anni? E se non pago tasse sufficienti a coprire la quota di detrazione che mi spetta? 

In questi casi puoi avvalerti di un altro meccanismo previsto dal Decreto Rilancio: la "cessione del credito" a terzi. Questo strumento era già stato introdotto in passato, ma la cessione poteva essere effettuata solo ai fornitori del servizio. Con il Decreto Rilancio è stata invece introdotta una novità: il credito può essere trasferito anche alle banche e agli istituti di credito.

Ma come funziona la cessione del credito?

2. Cessione del credito

Nel caso della cessione del credito, il contribuente paga gli interventi di efficientamento (o riduzione rischio sismico) che danno diritto alla detrazione fiscale del 110%, ma, anziché usufruire direttamente della detrazione, cede a terzi il proprio credito fiscale.

La cessione si può disporre a favore:

  • dei fornitori di beni e servizi necessari alla realizzazione degli interventi; questi soggetti, a loro volta, potranno cedere il credito ad altre aziende o banche;
  • di persone fisiche, anche esercenti attività di lavoro autonomo o d’impresa, società ed enti;
  • di istituti di credito e intermediari finanziari (banche); ad esempio i gruppi Intesa Sanpaolo, Unicredit e Bnl e Poste Italiane offrono questa possibilità.

La cessione può essere esercitata anche in modo frazionato in tre "tranche" nel corso dell'esecuzione dei lavori. Come specificato dall'Agenzia delle Entrate: "La cessione del credito può essere effettuata in relazione a ciascuno stato di avanzamento dei lavori che, con riferimento agli interventi ammessi al Superbonus, non possono essere più di due per ciascun intervento complessivo".

La cessione può essere effettuata anche ad un importo più basso rispetto al valore nominale della detrazione fiscale spettante. Ad esempio, si potrà cedere solo una parte della somma e detrarre il restante in dichiarazione dei redditi oppure si può esercitare la cessione anche per le rate residue negli anni successivi, fermo restando il pagamento iniziale dell'importo per i lavori da parte del cliente.

E se non ho i soldi per pagare l'intervento?

In questo caso, l'opzione migliore è lo "sconto in fattura".

3. Sconto in fattura

Lo sconto in fattura è un “contributo sotto forma di sconto sul corrispettivo dovuto, di importo massimo non superiore al corrispettivo stesso, anticipato dal fornitore di beni e servizi relativi agli interventi agevolati. Il fornitore recupera il contributo anticipato sotto forma di credito d'imposta di importo pari alla detrazione spettante, con facoltà di successive cessioni di tale credito ad altri soggetti, ivi inclusi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari.” (fonte Agenzia delle Entrate).

Lo sconto in fattura quindi è un'opzione che il fornitore dei beni/servizi inerenti gli interventi di efficientamento energetico (o antisismici) può decidere di offrire al proprio cliente per l'intera somma, o parte di essa, dovuta per gli interventi, a fronte della cessione a suo favore del credito di imposta spettante al cliente.

In questo caso il cliente quindi ha la possibilità di non pagare i lavori (o pagarli in parte) e di cedere la propria detrazione fiscale all'impresa che effettua i lavori. 

Come ha ben specificato la circolare n. 24/E dell’Agenzia delle Entrate: "Lo sconto in fattura potrà essere totale o parziale, a seconda della decisione dell’impresa". Per cui la possibilità di procedere alla ristrutturazione della propria abitazione gratuitamente esiste, ma è sempre subordinata alla decisione che prenderà l’impresa che effettuerà i lavori.

Anche nel caso di trasferimento del credito a seguito di sconto in fattura, il fornitore, a sua volta, ha la possibilità di usufruirne direttamente o di cederlo (anche solo in parte) ad altri soggetti, aziende fornitrici o banche, per poter recuperare velocemente l’importo anticipato.

La differenza pratica sostanziale tra sconto in fattura e cessione del credito consiste nel fatto che, dal punto di vista dell'utente finale, lo sconto in fattura dà la possibilità di non sborsare un euro per gli interventi effettuati. Attraverso questa procedura, infatti, l’impresa anticipa la spesa per poi recuperarla attraverso l'utilizzo diretto o la cessione del credito. In altre parole, lo sconto in fattura appare la soluzione più conveniente per poter procedere alla riqualificazione energetica della propria casa anche se non si ha liquidità sufficiente per le spese da sostenere.

Non basta aver chiaro la differenza che passa tra detrazione, cessione del credito e sconto in fattura, per essere certi di prendere la decisione migliore. Devi sempre tenere presente, infatti, che, per quanto riguarda la cessione, ci sono diverse soluzioni proposte dagli istituti di credito, così come diverse sono le procedure burocratiche per ogni istituto di cui decidi di avvalerti. Per questo, il consiglio è di valutare non solo il lato economico, ma anche le pratiche amministrative che andranno svolte per effettuare la cessione.

Per ottemperare a tutte le procedure inerenti il Superbonus è comunque necessario rivolgersi a un commercialista, un professionista abilitato o a un Caf per trasmettere, oltre alle dichiarazioni dei redditi, anche il visto di conformità che attesta la sussistenza dei presupposti che danno diritto alla detrazione d’imposta. Lo stesso soggetto che rilascia il visto di conformità deve anche verificare la presenza delle asseverazioni tecniche e delle attestazioni rilasciate dai tecnici abilitati in merito agli interventi realizzati. 

Per completare un'asseverazione occorre caricare nel sistema ENEA i file PDF dei seguenti documenti: copia della polizza assicurativa, Ape pre e post intervento, computo metrico dei lavori. Contestualmente, andrà comunicata la cessione anche all'Agenzia delle Entrate tramite questo modulo.

Gli installatori cui viene ceduto il credito di imposta da parte dell'utente finale possono stare tranquilli: se durante i controlli dell’Agenzia delle entrate viene accertato che il contribuente non aveva diritto alla detrazione, chi ha ottenuto il credito d’imposta in buona fede non perderà il diritto di utilizzarlo.

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Se vuoi beneficiare di questa importante agevolazione fiscale e da tempo desideri un impianto fotovoltaico con accumulo, questo è il momento migliore per passare dalle parole ai fatti. Qui un altro articolo che troverai interessante: Accumulatore incluso nel superbonus.

Come avrai ormai capito, esistono diversi modi per sfruttare il Superbonus 110% e diversi soggetti che lo propongono, dalle banche alle aziende, fino agli installatori. Proprio in virtù del fatto che hai la possibilità di ottenere una detrazione maggiore del valore dell'impianto, o averlo addirittura a costo zero, il nostro consiglio è di non concentrarti esclusivamente sui costi proposti dal cessionario, ma di affidarsi all'esperienza di professionisti strutturati in grado di agevolarti in tutto il processo.

Per avere un’idea ancora più chiara delle detrazioni di cui puoi usufruire o di come avere il tuo impianto sfruttando il Superbonus 110, scarica la guida gratuitamente.

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SCRITTO DA

Valentina De Carlo

Valentina De Carlo

Laureata in Relazioni Pubbliche e in Scienze e Tecniche Psicologiche, ha lavorato per oltre 15 anni nell’ambito marketing e comunicazione sia in azienda che in agenzia. La passione per le energie rinnovabili e la sensibilità per le tematiche di sostenibilità l’hanno portata a rivestire, dal 2007 a 2011, il ruolo di Responsabile Comunicazione e Relazioni Esterne per Conergy Italia Spa, tra le aziende leader nel fotovoltaico nell'era del Conto Energia. Dopo una parentesi da imprenditrice, con SENEC è tornata con entusiasmo nel settore dell'energia solare.

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